Estratti ed Inediti

Estratto da “La solitudine del passo” di Mirella Vercelli | L’Altrove

Per i cuori colmi non ho affinità.

Mi sono fratelli i granai vuoti
i letti disabitati
di case dove ogni cosa è ferma
nell’attesa

e l’ombra varia, variano stagioni
nell’aria densa, mentre un raggio affonda
sempre la stessa lama dalla finestra
sbieca.


In una solitudine incarnita
sete indicibile
di essere narrata, esposta
esaminata
fino all’estrema tolleranza
del pudore.


È già vuoto ritornarmi
dell’abbraccio che ti stringe.

Ma come si può alla morte
prendere le misure, portarsi avanti
sedere prima del tempo
alla mensa del dolore?


Giorno dopo giorno
l’alfabeto del dolore si
fa lingua madre.


Si cerca infine di chiudere il conto
saldare i capi della linea
in un cerchio

si guarda indietro, e il libro letto
è alto, pesa sul petto
come la montagna che passo dopo
passo si è scalata, o forse
non è stata che una pagina,
sempre la stessa, voltata
e voltata…

L’AUTRICE

Mirella VercelliMirella Vercelli è nata a Grottazzolina, nelle Marche, nel 1959; risiede da qualche anno a Sant’Elpidio a Mare, sulla sponda opposta del Tenna, attraversato come fosse il Rubicone.
È collaboratrice in un ambulatorio medico, dove passa poca poesia ma tanta umanità, da consolare e da cui essere consolati.
Ha pubblicato nel 2017: Racconti 1978-2016 per Aras Edizioni e nel 2020 Luce piena per peQuod. Suoi racconti e versi sono compresi in diverse antologie e riviste, stampate e on-line.

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