Estratti ed Inediti

Estratto da “D’altra luce” di Ezio Settembri | L’Altrove

La poesia sa più cose di noi. E le sa meglio.
Le incontra e le sommuove in profondità. Ce le restituisce, a esser disponibili, nella sintassi del ricordo. Nelle declinazioni di sconcerto e tenerezza, di presenza e distanza, di attenzione e pudore. Sono questi alcuni degli elementi certi della voce poetica di Ezio Settembri, critico (importante il suo saggio sulla poesia di Umberto Piersanti, Il mito ritrovato) oltre che poeta e insegnante maceratese, da anni di stanza a Mantova, che al suo debutto in versi sta già raccogliendo ampi e diffusi consensi da parte di lettori attenti e qualificati, sul web e non solo. È la sua una scrittura in versi colta e umile al tempo stesso – così è del resto l’autore – attentissima alle possibilità del dialogo intertestuale con scrittori e poeti importanti della tradizione italiana e marchigiana – dall’amato e compianto Francesco Scarabicchi a Ferruccio Benzoni, da Vasco Pratolini a Guido Garufi a Sandro Penna e altri – poeti tutti letti e studiati par coeur con lucida passione e la cui comune lezione di limpida esposizione del dato umano sia storico che autobiografico sa qui concertarsi in una compiuta rapsodia di ritratti, istanti, miraggi. V’è infatti nella scrittura in versi di Ezio Settembri spazio per la dimensione plurale degli accenti che il porsi di fronte alla propria storia per un uomo di quarant’anni comporta, nei termini anche di un primo e fecondo bilancio esistenziale. Se l’opera intera è dedicata al padre e alla madre, cui si rivolgono in modo esplicito la prima e seconda sezione e le cui voci sono accolte come parte integrante del proprio dire – così come la terza ai «Fratelli» e la quarta addirittura al cognome di famiglia, nome collettivo per eccellenza, «Settembri» – nel suo finale si apre tuttavia (a inaugurare forse un nuovo ma non irrelato percorso di autoriflessione etica, oltre che poetica) l’ipotesi precisa di una indagine e di una scommessa professionali d’impegno civile e educativo.

Dalla prefazione di Giancarlo Sissa.

Chiara mattina di novembre
che uno spietato brivido percorre
fra le macchine sull’acciottolato,
ai tavoli del bar, nel vociare al mercato.
Interito sui miei passi
il ricordo incide, rincasando,
la tua voce piena:”Custodisciti”.
Dal mio mucchio di faccende,
carte e sigarette, agogno la terra
del nostro dolce mare di colli.
Con le sue zolle fraterne
tu copriti bene.


Si fa strada in me la luce
dopo un errare assiduo,
stringendo i nervi nell’attesa,
per poi accingermi a partire,
attraversare uno spazio.
È caldo il fiato della vita
nel tic al volante,
quando ho paura di parlare.
È il sangue di mia madre.


Spesso varcando una soglia
mi sovvengono le luci
dell’immensa famiglia
riunita nel pranzo di festa,
avvolta tra i fumi del camino
e quelli dei cappelletti in brodo,
le chiacchiere mescolate
al tintinnare dei cucchiai
sulla tavola.
È sempre la tua voce, padre,
che sommuove il ricordo,
il calore buono degli occhi
intelligenti, silenziosi,
limpido chiarore
che traspare da quei volti,
armonia delicata, elementare.


Notte di febbraio

A quest’ora bombardano, a Kiev.
Nel silenzio dei sottopassaggi
ci si scambiano sigarette,
tè caldo, un po’ di fortuna,
accucciati, addossati
ai graffiti della metro.
Fuori son passate
sui ragazzi che sgattaiolavano
le fortezze volanti,
l’aria caduta a pezzi.
Siamo tutti sospesi, questa notte,
arresi al notiziario
della solita guerra
girata altrove.


Bisogna concedersi
di sbagliare, qualche volta,
concedersi di aver sbagliato.
Riesumare un rimpianto
spegnendo la tv.
Non cercare la parola
che salva, tentare
di salvarne almeno una.

L’AUTORE

Ezio Settembri

Ezio Settembri (Macerata, 1981) ha studiato Lettere Moderne a Macerata, laureandosi nel 2007 con una tesi sul pittore fiorentino Ottone Rosai. Dal 2009 lavora come docente nella scuola secondaria. Ha pubblicato poesie e studi sulle arti figurative su varie riviste, tra cui Il falco letterario, Infinito letterario, Poeti e Poesia; sue poesie sono apparse nelle riviste online Atelier, Versipelle, L’Astero rosso, La morte per acqua. Un suo poemetto è presente nell’antologia del Premio Terra di Virgilio 2016. Suoi brevi studi su poeti contemporanei sono apparsi sulla rivista Menabò. Dal 2019 fa parte della redazione della rivista online Nuova Ciminiera, sulla quale sono apparse delle brevi ricognizioni sulla poesia di Sereni, Benzoni, Pasolini, Scarabicchi, Davoli. Nel 2021 è uscito il suo primo saggio, Il mito ritrovato – La poesia di Umberto Piersanti (ed. Industria e Letteratura). Attualmente vive e insegna in provincia di Mantova.

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