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Recensione: “Pianeti di carne” di Francesco Cagnetta | L’Altrove

Poesia cosmico-ancestrale che supera i confini dello spazio-tempo, è quella racchiusa nel 2020 all’interno di Pianeti di carne dell’avvocato e poeta Francesco Cagnetta nato a Terlizzi nel 1982.

Opera d’esordio, come ci mostra il poeta e critico letterario Pasquale Vitagliano nella nota introduttiva, che può essere considerata come un’antologia composta da liriche scritte in diversi momenti socio-esistenziali, con una scrittura rimembrante quella del non-senso di Toti Scialoja, come una strada che supera i concetti di crepuscolo e travalica i confini spazio-temporali, per immergersi in un oceano poetico riflettente le ignude, irreali e astratte esistenzialità divorate da terrene materialità.

Leggendo più nel dettaglio in prima persona l’opera di Francesco Cagnetta, vediamo tutta la potenza delle sue carni, ovvero l’unica vera Vita concepita come un’irreale esistenza animata da arcobaleni spirituali che ci purificano, battezzano, curano e schiaffeggiano per mutarci in terreni fantasmi sociali. Fantasmi sociali, uomini e donne, che si esiliano ed emarginano in abbandonati casolari cosmico-ancestrali, poiché colmi di autentiche e sincere fratellanze etiche capaci di curare i dolori attraverso il rimembramento delle puerili nostalgie. Casolari cosmico-ancestrali, questi, in cui farsi accarezzare dal balsamico Nulla per rinascere nuovamente, come sacri ulivi secolari portatori di compassionevoli purezze fraterne. Universo astratto, questo, in cui uomini e donne consumano l’esistenza per colmare vacui affetti e riaccendere malinconiche speranze negli sguardi, ma in particolar modo per procreare ansiose puerilità condannate a patire reminiscenziali paternità. Ansiose puerilità, quelle poetizzate da Francesco Cagnetta, come decrepite carni infettate da infide amicizie e accarezzate da incurabili affettività colme di squarcianti, laceranti e mortali lacrime nostalgiche per rinascere come fiori paradisiaco-elisiaci, ovvero energie emotive capaci di purificare sguardi oceanicamente accecati, esorcizzare parole affettivamente avvelenate e partorire esistenze materialmente vacue. Universo questo, in cui si muove l’Io del poeta terlizzese animato da febbrili lacrime nutrite con acerbe emozioni carnali e amato da turbolente carezze temporalesche creanti oceaniche paure spirituali in nuove Vite accarezzate da balsamici venti, che profumano di sandalo e lavanda. Io ed esistenze destinate purtroppo a essere brumosi spettri spirituali, in quanto infettati dalla sorella Morte sottomettente e schiavizzante tutto ciò che bacia in fronte o sulla bocca. Morte sottomettente le loro carni e le loro anime, ovvero rischiara le loro oscure oceanicità interiori con soffici carezze e lattee parole mutanti banalità, confusioni, rimorsi e lacrime in irrisolvibili crucci ultraterreni. Io, quello del poeta, che finirà la sua esistenza mutandosi in un essere di carne, sangue, ossa somigliante al giovane poeta terlizzese e condannato nel consumare i suoi ultimi anni di vita sulla Terra simboleggiante l’opera artistica I Tagli di Lucio Fontana, ovvero un Mondo accecato da paure e inaffidabili urli etici, che sfigurano i compassionevoli cuori e disumanizzano i verginei sguardi oceanici per mutare gli esseri umani in decrepiti soli esistenzialmente ed emotivamente vacui. Esseri umani infine, quelli poetizzati da Francesco Cagnetta, come arrugginite emozioni affettivamente irreplicabili e sterili feti partorienti vacue linfe vitali, sanguine, ossee e carnali.

L’AUTORE

Francesco Cagnetta

Francesco Cagnetta è nato a Terlizzi in Provincia di Bari nel 1982. È presente con sue poesie nelle antologie Trittico d’esordio (Cofine Edizione, 2017), Come una mezzaluna nel sole di maggio. Ricognizione della poesia pugliese 1975-1994 (Fallone, 2017), Dalla fine del mondo. Poesie per Francesco (Luce e Vita Edizioni, 2018). Arrivato in finale nel “Premio Internazionale Alda Merini 2017”, “Talento da Poeta 2017” e con la menzione d’onore al “Premio Anterem Lorenzo Montano 2018-2019”. È legato ai poeti tematicamente legati al territorio come Scotellaro, Toma, Bodini e Montale. Passione, la fotografia, che lo porterà alla frequentazione del Centro Sperimentale di Fotografia di Roma. Pianeti di carne pubblicata con Transeuropa nel 2020, è la sua opera d’esordio.

La foto del poeta è pubblicata con il consenso del poeta.

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