Estratti ed Inediti

Estratto da “Vera gioia” di Josef Koohestanian | L’Altrove

In questa raccolta di poesie il linguaggio poetico ricerca nell’intima esperienza della fede la ragione del suo possibile compimento. Un compimento che coincide con la certezza che la parola sappia nominare le cose, con l’abbandonarsi dell’uomo alla fede in Dio come all’orizzonte che permette di accogliere la vita nella sua pienezza. Il linguaggio sa diventare esso stesso esperienza per rivolgersi al prossimo, per renderlo partecipe della gioia di scrivere. L’unità compositiva che caratterizza la raccolta permette al lettore di immergersi in un mondo poetico dove la parola da esperienza privata vuole diventare momento di comunione e di gioia condivisa.

PROPOSITI

L’acqua, in sogno, leviga la pietra,
sfiora con intelligenza il punto in cui è silenzio.
Un equilibrio di propositi è voluto dal mattino.
Non c’è domanda che sfiori il protendersi dei rami.
Essi non hanno figli a cui destinare un credo per sempre.

Fiori germogliano dall’azzurro di sogni infantili.
Una parola cerca di cantare:
“Perché il mare e perché i fiori e quando la nave farà ritorno?”.

So che lo sguardo di tutti è prezioso: riflette così il vicino, in piedi sulla porta di casa.
Anch’io vorrei giocare del gioco delle ore con i pensieri più assillanti.
Di loro sempre domandare.
Stanotte sognerai come un bimbo: sogni fioriscono dalle gote arrossate.


VITA

Le parole che pronunci
sono termini, smarriti, che si riconoscono nel mattino.
Potessi esprimere un desiderio, ci incontreremmo, noi,
qualcosa direbbe “è vero”.
È vero, lo vorrei, proviamo a parlare.

Una persona mi ha detto: sii orgoglioso delle tue parole.
Ma sono io per primo che non so esprimere
il buio di una frase che mi coglie di sorpresa.
Attendo una notte per redimermi, un avviso perfetto.
Il tuo compimento. Lì io sarò con te.


IL TUO CUORE

Se siamo soli tra noi, questo è già un compimento.
Un’ora trascorre in compagnia di un ricordo che vuole essere puro.
Cerco una pace perfetta, un istante che infonda vita al libro.
Cristo nei primi giorni è divenuto la foglia tremula, il volo dell’ape.

Se voi fratelli osservaste i vostri cuori, smetteremmo di conversare.
La parola che era nel mondo, parlava il linguaggio di coloro che si smarriscono.
Oggi ricorderò gli occhi di uno soltanto.
Se domani non risplenderanno più, sarà perché un giorno è trascorso.

Ma tutto questo è stato.
In un altrove sarete sempre,
di parole soltanto, chiare come neve.


MARE

Rimanere stupiti davanti al mare, non è un po’ follia?
Eppure comprendo il senso delle onde. Non ve n’è una che cambierei.
L’oscurità degli occhi che si richiudono
è il solo possibile raccoglimento. “Puoi sapere adesso”
sembra suggerire il cielo.
Io che ascolto solo i miei consigli
sento battere un cuore in fondo alla strada.
Allegramente mimo la felicità.
So che anche la pioggia sa qualcosa di me.


UN GIORNO

Un giorno intero si è preso gioco di me.
Stanco di dedicarsi ai suoi fiori ha raccontato
la storia della mia partecipazione a questo mondo.
Io che ho imparato a perdonare sono rimasto in ascolto.
Ma certe giornate, raccontando, diffidano di una veritiera narrazione.
Se mi volessi vendicare ti chiamerei aurora e tramonto.

Poi è venuta la sera. Puntuale, una voce amica mi ha fatto sentire uomo.
E un po’ mi dispiaceva, perché non dimenticavo il cielo,
non dimenticavo i dissapori con questo tempo che mi attraversa.
Io che non voglio dimenticare un’attenzione che mi viene rivolta,
se ti avvicini a me, di me, devo sapere.

L’AUTORE

Josef Koohestanian è nato il 06/02/1985. Ha conseguito la laurea specialistica in filosofia presso l’università Humboldt di Berlino con una tesi sulla relazione tra la musica e il linguaggio nell’opera “La nascita della tragedia” di Friedrich Nietzsche. Con la casa editrice Transeuropa ha pubblicato due raccolte di poesie. La prima, dal titolo “Rose del mattino”, è uscita nel 2019, mentre la seconda, “Getsemani”, è uscita nel gennaio 2020.

Rispondi