Giovani Poeti

Giovani poeti: Marco Del Mastro | L’Altrove

Oggi vi presentiamo Marco Del Mastro, ventiduenne di Campo di Giove nell’aquilano. Dopo piccoli esperimenti di pubblicazione, nel 2018 ha pubblicato per Lupi Editore la raccolta dal titolo Negli occhi di Lulù.

I versi lunghi di Del Mastro presuppongono un fare discorsivo, quasi a non volersi interrompere con l’andare a capo.

Abbiamo avuto il piacere di chiacchierare con Marco, ecco di seguito la nostra intervista:

Domanda d’obbligo: Quando hai iniziato a scrivere poesie?

Ho da sempre coltivato in me la passione per la poesia, fin da piccolo mi sono dilettato nella scrittura. L’esigenza poi, di portare tutto a conoscenza del “mondo” è arrivata dopo, nel momento in cui ho sentito l’urgenza di comunicare agli altri ciò che si nasconde tra le pieghe della mia anima. Tutto questo è potuto accadere anche grazie a chi mi vuole bene che ha sempre sostenuto ed incoraggiato questa mia vocazione che oserei definire quasi congenita. La prima pubblicazione è avvenuta nel 2015 e si tratta di nove poesie inserite in una antologia edita dalla casa editrice Pagine di Roma. Ho pubblicato poi nel mese di settembre 2018 un’altra raccolta grazie alla casa editrice Lupi di Sulmona.

Chi o cosa ti ispira?

Ad ispirarmi principalmente è la vita quotidiana, le emozioni, le sensazioni, i sentimenti e tutto ciò che posso raccogliere dalla strada e dal cuore. È chiaro che dietro i versi ci sono anche persone, oserei dire anche importanti che sicuramente danno un impulso positivo non solo alla mia vita artistica, mi restituiscono attraverso la presenza sensazioni ed emozioni che poi traduco in versi, nella speranza a mia volta di regalare qualche piccola emozione. Principalmente nelle mie poesie parlo di amore in tutte le sue forme, che a mio avviso è uno dei sentimenti più importanti, se non il più bello che esiste nell’universo dall’alba dei tempi. Oserei dire che tutta la mia produzione finora mira a celebrare anche la bellezza, la sensibilità e la rarità di chi sta conquistando ed in parte ha già conquistato il mio cuore.

Lo scrittore e critico Francesco De Sanctis affermò: “Chiamo poeta colui che sente confusamente agitarsi dentro di sé tutto un mondo di forme e d’immagini”. Secondo te chi è il poeta?

Io considero quello del poeta non un mestiere, non un qualcosa da fare ma qualcuno da essere. Essere poeta non si può ridurre solo ed esclusivamente a fare poesia poiché la poesia rappresenta un vero e proprio stile di vita. Il poeta se da una parte ha il pregio di avere particolari percezioni del mondo esterno, dall’altro ha l’arduo compito di portarle a conoscenza degli altri. Questo per dire che quella del poeta è una missione ovvero diventare ambasciatore di bellezza, attraverso la poesia farla riscoprire e farla apprezzare. Si parla di una bellezza latente, quella che noi a causa di una vita troppo spesso frenetica abbiamo dimenticato di ammirare.

C’è una poesia che ami particolarmente? E perché?

Amo tutto ciò che scrivo perché ognuna di queste cose trova posto del mio cuore, se dovessi scegliere ti direi che, più che amare ciò che scrivo amo chi mi fa scrivere e chi cioè mi da la possibilità di scrivere grazie a ciò che mi comica, attraverso ciò che mi da con una presenza costante che sicuramente non fa bene solo alla mia attività letteraria ma soprattutto alla mia anima.

Ecco alcune sue poesie:

Oltre

Portami oltre il tuo respiro,
Dove la luna alla sera si perde in uno specchio,
Dove i tuoi occhi cercano rifugio e ristoro
Portami oltre il tuo cuore dove l’alba non conosce dolore
Portami con te perché io non ti perda mai come neve tra le spine.

Tornerà

Tornerà il bianco tra i tuoi capelli e nelle tue mani,
Quando sarai più bella e sicura del tuo amore che ogni sera sarà a guardarti come allora, che al mattino ti ama ora per ora,
Scoprirò che i tuoi occhi non saranno spenti ma nel tempo e tra le stelle resteranno ardenti.

I fiori del tuo autunno

E mentre il vento soffia sui fiori del tuo autunno,
Su tutto quello che hai creduto che ora vola via,
Sull’amore ed i suoi colori o sulla bastarda fantasia,
Su tutto quello che adesso più non hai
Su quegli occhi stanchi che ora guarderai,
Perché sai che sono solo loro la promessa migliore ad un uomo ed al suo cuore,
Se mi domandi in un giorno più del sole, cos’è che ci sia di tanto migliore,
Io senza pensarci ti rispondo il fiorire di un amore

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