Estratti ed Inediti

Inediti di Eugenio Griffoni | L’Altrove

(Carso Triestino, Abisso di Gropada 17/12/2023)

Non basterà il sermone
a districare il quesito.
Abbiamo smarrito dell’incontro
la caduta: a chi domanderemo
la forma originaria – il cippo, la
radice – di questa scottante
rimanenza?
Mossi da richiamo, sciami
danzano lo sfondo che sfoca:
lì si perde il nubifragio, lì
svetta indomito
lo scranno del precipizio:
ne lambisci i confini (?).
Continueremo il nostro esodo
nel tempo della goccia.


(Messico, Chiapas, campo esplorativo Rio La Venta 18/03/2023)

Non ha fine la muraglia
graffiata dal monarca
che scorre inesorabile.
Perdute altezze
ombreggiano
la vita.
Qui il verde, mia cara,
fiorisce nel sogno – dilaga
e come un labirinto
mi stringe le sembianze.
Poi è il suono
a ridarmi la via:
ancora canta – del Sole
la caduta.
L’intricato Sufismo
della foglia.
Gli aspri colori
della ruggine.
Il dispiegarsi
d’antichi richiami.
Diafana verticale.
Come chi conta le stelle
metteremo insieme le parole,
setacceremo a fondo
il letto di arenaria,
confonderai la tua pelle
con le gemme del rio:
“L’amore
è una questione di fede.” 


(Siviglia e grotte andaluse, Capodanno 2023)

Eri la palma
spezzata
nella verticale della visione,
il poster della Settimana Santa (1962).
Eri la spada, la Passione,
la polvere deposta
ai piedi della Madonna. Eri
la sua corona di ruggini,
le guglie abbandonate,
il moresco che ha invaso
i giardini della torre.
Non chiedermi del tempo,
del moto nell’immobilità,
perché ho intravisto la rovina
nelle assenze del paesaggio,
fra questi monumenti funebri
scritti in lingua viva.
E mi spaventa tutto questo:
che abbiamo seppellito il tramonto,
che la rondine becchi
la cenere del nido.

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