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Recensione: “Oltre la neve“ di Antonio Corona | L’Altrove

Oltre la neve di Antonio Corona (La Vita Felice, 2022) contiene l’incisività della scrittura interiore, rivolge una profonda riflessione sulle congiunture inattese e miracolose delle relazioni umane, sottintese nella curva emotiva dell’esistenza.

La poesia di Antonio Corona nobilita la sostanza sublime della meraviglia, sussurra la magia delle attese, offre il dono di una sequenza lirica scandita dall’immediatezza di una confidenziale, intima verità e dalle occasioni di felicità inaspettata. Genera la volontà dell’innocenza, dà vita allo svolgimento migrante dello spirito, rapito dall’incoraggiamento della sensibilità. Antonio Corona sostiene l’interezza dei propri pensieri rivolgendo il candore del suo sguardo sull’umanità, elogia, all’interno della seduzione quotidiana, l’interrogativo esistenziale, assegna all’essenza delle incrinature e dei tormenti la sensazione istintiva del vuoto. Ascolta l’invisibile forza evocativa del silenzio, riempie la saggezza del cuore attraverso il profumo di un abbraccio, la gentilezza di una complicità, celebra la permanenza seducente dell’amore.

Leggere “Oltre la neve” significa assistere a un insegnamento di consapevolezza, oltrepassare tra le pagine la limpida ispirazione dei ricordi, apprezzare l’intonazione serena della consistenza, trascendere la bellezza dell’immaginazione. I testi sprigionano oscillazioni sentimentali, suggeriscono la loro efficace intuizione dalla forma interpretativa dell’esperienza vissuta, arricchiscono, nell’ordinamento stilistico di quattro suddivisioni esplicative: Sublimazione, Caduta, Riposo, Ritorno alla terra, il credito del sentire. La memoria emotiva circonda la sincerità dei versi, spinge la personale crescita intellettiva dell’autore verso una compiuta elaborazione della propria maturità artistica, rintraccia l’estensione della comprensione e della vicinanza al senso di appartenenza, ritrova il percorso affettivo dell’anima.

“Oltre la neve” è anche una metafora introspettiva in cui le parole restituiscono il suono ovattato della tenerezza, rendono più vivo il desiderio, raggiungono l’equilibrio e il conforto, alleggeriscono i risentimenti quando il velo del passato non oscura il presente. Il significato simbolico del candido manto che imbianca l’orizzonte ricopre l’atmosfera incantata del sogno e va oltre la destinazione di ogni speranza. Il poeta spiega una rinascita capace di rigenerare la pace con noi stessi, rilassare la natura delle cose, riconciliare l’armonia degli incontri e delle relazioni. Ogni immagine cristallizzata riempie la mente con lo spazio inconscio, scioglie la fragilità, intensifica la fortunata e protetta risorsa dei vincoli romantici. La scrittura delicata e raffinata di Antonio Corona rinnova il percorso sovrumano della commozione, nel legame indissolubile con un linguaggio autentico e parla attraverso l’espressione traslata di un’aderenza mediatrice tra spiritualità e carnalità come nel contatto divino tra cielo e terra, nella dolce lusinga del trascorrere del tempo. Infine mi permetto di dedicare ad Antonio Corona un’ispirata esortazione, nella piacevole suggestione delle parole del poeta Tito Balestra, con l’augurio che ne farà tesoro nel momento opportuno: “Se hai una montagna di neve tienila all’ombra”.

Bianca attesa

Non sarà manna dal cielo
né verità che ci uccide
ma come letto di fieno
saprà di vita che siede.


Sarò

Imprigionami in un gesto di libertà
assolvimi con la sentenza di una carezza
fammi arrossire con l’ardore di un sorriso
accompagnami altrove e sentirò la felicità
nei tuoi passi ancora incerti.

Sarò bolla di sapone che permane.


Chiedilo alla neve

Chiedilo alla neve perché ci amiamo:
si scioglierà per divenir sorgente
o muterà in ghiaccio che scalfiremo.
Poi un giorno diverrà vapore
e moriremo lievi.


Cerca

Cerca dentro i tuoi silenzi
la ricchezza del pensiero,
non è mai leggero il pane
capace di assorbire la zuppa.


In una vecchia firma

In una vecchia firma
un’assenza che non mente.
Nero su bianco permane agli atti
un passaggio di morte obbligata
che ci offende in scala 1:100
come un progetto, studiato a tavolino.

A cura di Rita Bompadre – Centro di Lettura “Arturo Piatti” https://www.facebook.com/centroletturaarturopiatti/

L’AUTORE

Antonio Corona (Sassari, 1972) vive a Torino. Veterinario di professione, in poesia ha pubblicato nel 2020 I segreti del cuocore (Ensemble Edizioni) e Ritorneremo ad essere (Albatros). Nel 2021 vince il Premio Adrenalina 6.0 e pubblica Controfobie (Eretica Edizioni). Sue poesie sono presenti in antologie, tra le quali Dalla stessa parte – uomini contro la violenza sulle donne (La Vita Felice). Ha ricevuto riconoscimenti in diversi concorsi letterari, tra cui il primo posto al Premio Internazionale Fōrma Cultura 2022. Inserito nell’elenco dei poeti accreditati da WikiPoesia, è impegnato nella diffusione di poesia attraverso il gruppo di “Vivere d’Arte-Letteratura”, il blog letterario “Leggere Poesia” e “Nuova Euterpe”. È tra i fondatori dell’Associazione Culturale Vivere d’Arte di Torino e collabora con altre associazioni di settore.

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