Estratti ed Inediti

Estratto da “Filamenti” di Elisa Biagini | L’Altrove

Nella prima edizione del suo Frankenstein Mary Shelley cita Erasmus Darwin e il suo «filamento», intuizione geniale che contribuirà alla stesura dell’Origine delle specie da parte del nipote Charles.
Non a caso forse Filamenti, ultimo libro di Elisa Biagini, inizia con una frase di Mary Shelley per poi comporsi e decomporsi sulle pagine con la precisione che caratterizza da sempre una poesia in continuo dialogo con altre scritture, da Emily Dickinson a Paul Celan. Stavolta l’ispirazione letteraria si coniuga anche con la volontà di «annusare la terra», descrivendone le diramazioni, le ramificazioni attraverso un galvanismo delle parole che scuote la biografia propria e altrui.
Dalla postfazione di Antonella Anedda.

Hai bussato
al polmone, hai tolto la
linguetta perché partisse
il meccanismo, il mio
chiamarti.


Non nelle fondamenta come
prima, ma stesa come su
uno scaffale: riposi
il sonno dei libri,
aspetti che si
squaderni la
memoria.
(E ricordarti accende
sinapsi, lumini
al tuo dormire).


Mi sveglio nel tuo sonno,
le ginocchia sfinite,
e ti dico: rispingimi
in quell’acqua oppure
asciugami coi capelli
del tuo nome.


Quale vocale mi sale alla mente quando ti sfioro il tendine, l’osso del dito, la neve sul davanzale? Il sentiero è fatto di gusci. Fuoco, pane, latte


Quale bianco ricopre il mio nome?
Quale la memoria di ogni cellula?
Quale il rumore della prima sinapsi?
Perché sono in attesa di colore?
Perché la mia tosse è di vetro?
Dove è il tempo nella mia pelle?
Che succede alle palpebre tra battito e battito?
Quale è la luce del sognare?
Perché non sento gli zoccoli dell’ora?
Perché mi preme un chiodo nel petto?
Dove sono i miei denti di latte?
Dove finisci tu?
Dove io comincio?
Qui è come di ghiaccio che si spacca e ringhia.

L’AUTRICE

Elisa Biagini è nata a Firenze nel 1970. Presso Einaudi ha pubblicato tre precedenti raccolte: L’ospite (2004), Nel bosco (2007), Da una crepa (2014).

Rispondi