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Recensione: “Candele dei sentimenti” di Umeed Ali | L’Altrove

Candele dei sentimenti di Umeed Ali (Morlacchi Editore, 2017) è una fonte luminosa, un’invocazione espressiva ed immediata di calore e di energia, un’identità poetica di un diario umano in cui atmosfere malinconiche e drammi affettivi intrecciano la trama errante ed istintiva dell’autore, conterraneo di delicata reattività emozionale, coinvolto nella fiducia leale del proprio percorso e partecipe delle attraenti attese lungo il cammino della vita.

Il poeta esplora gli eventi autobiografici con rara e preziosa poesia, ogni frattura della sua sorte delinea la transitorietà e l’instabilità delle reazioni umane e schernisce la beffarda contraddittorietà della fortuna. I versi imprimono solidità ai sinceri sentimenti, intuiscono la spontanea commozione dell’anima, donano amore e ricambiano solitudine, testimoniano la consistenza intima di ogni tensione emotiva. L’estrema sensibilità dell’autore è la sua riconosciuta qualità, la validità dei suoi principi è la forma d’arte in cui si mescolano la percettibile apprensione per i desideri, le passioni, i viaggi del cuore, gli orizzonti sperati. Umeed Ali assorbe pensieri e suggestioni e libera il respiro creativo in un equilibrio di comprensione. Il nomadismo esistenziale, l’insensibilità e il disagio interiore amplificano l’inquietudine della lontananza, il benessere poetico allevia la necessità di dimenticare il dolore. Il legame con i ricordi offre occasione di riflessione, nell’integrazione della salvezza avvolta da un intenso alone di nostalgia. Il poeta conosce la poesia migrante, quella che ha la volontà di spostare il luogo in cui è possibile una condizione di vita migliore, il connubio efficace tra parola e comunicazione visiva nel linguaggio incisivo e devoto alla sincerità. La poesia sorveglia l’atteggiamento sociale, rivela l’intuizione dell’altruismo evocando la sua sostanza popolare nella destrezza democratica delle parole.

Candele dei sentimenti è una vera e propria rivincita all’amore non corrisposto, una scommessa vinta senza pregiudizio, il coraggio di vivere il proprio destino. La poesia regala la grazia di un privilegio che consente di sottrarsi all’obbligo delle difficoltà quotidiane e dell’indifferenza. Il poeta occupa la dimora della solidarietà, affiancando l’essenza delle vive opinioni alla comunità umana, dove l’universalità di ogni legame con gli altri, è un vincolo naturale e spirituale, un legame reciproco di affetto e di benevolenza. La comunanza di ideali e di aspirazioni è la persuasione che esorta un insegnamento ricco di spontaneità e di tormento, di responsabilità civile e di speranza morale. La nobile consistenza dei versi rende concreto l’incanto estetico conservato nella coscienza e nell’indipendenza intellettuale con leggera e raffinata educazione. Umeed Ali non è mai mancato all’appuntamento più importante della vita: quello con se stesso. La pura metafora del viandante che si scontra con l’asprezza e la durezza, attraverso l’innocenza e la purezza rafforza la tenerezza sfrontata e il disprezzo compassionevole e raggiunge ogni autentica forma di conoscenza, dislocandosi dai luoghi comuni e includendo la sfuggente verità dell’interiorità.

Le poesie di Umeed Ali

Una vita scomoda

Quasi sempre una battaglia.
Mi assillano le difficoltà quotidiane,
diverse volte ho fatto qualche viaggio duro
in cui ho dovuto camminare scalzo sulla neve
diverse volte ho dovuto vivere dopo la morte.
Eppure spesso sono morto vivendo
solo un po’ di coraggio è rimasto in corpo
con quello devo vivere il mio destino.


La mente

Quando la mente
ti dà consigli sbagliati
ti porta su strade oscure
poi
compreso il cuore
tutto il corpo
comincia a soffrire
e con piccole scuse
si comincia a piangere.


Consapevolezza (improvvisa)

Ho scorto le mie labbra
sanguinanti
le vedo
limpidamente capisco di aver baciato
una rosa
piena di spine.


Sentimento

Questo errore del mio cuore
mi è costato tanto, senza pensare
alla reazione
delle mie parole.
Amore estraneo
mi piaci immensamente.


Che bel consiglio

Mi rivolse uno sguardo profondo
mentre stavo perso in un mare di pensieri
mi disse con sorriso naturale
devi usare il cervello più del cuore
non ti devi innamorare del dolore.


Oltre l’amore

Non voleva me
non facevo per lei
i sentimenti contano poco
vale solo il gusto
perché tutti chiedono
qualcosa oltre l’amore.
A volte, i sentimenti
non sono abbastanza.


Le più belle cose

Le più belle cose
che ho visto nella vita,
il tuo bel viso
e il tuo sorriso.

A cura di Rita Bompadre – Centro di Lettura “Arturo Piatti”
https://www.facebook.com/centroletturaarturopiatti/

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