Poeti contemporanei viventi

Poesie tradotte di Shakhawat Tipu | L’Altrove

Traduzione italiana dall’inglese a cura di Angela d’Ambra

Don’t get angry, dear!

Who are you in which questioning, let’s respond
Ababil’s returning today silhouetting around
Imagine, there’s a human mind in the near found.
Is this mind an illusion or garden of abyss?
As air rushes down from balloon’s grace
We’re becoming as maroon as dusk appears.
Would the history ever heard in Samarkands
Bomb blasts, but silence as per deceased demands
If heart breaks, do break it; thus supremacy appears
O dear, that’s called country, know it without angers!

Tesoro, non arrabbiarti!

Chi tu sia in quale inchiesta, la risposta è che
Ababil ritorna oggi a profilarsi in giro
Immagina, una mente umana scovata nei paraggi.
È, tale mente, un’illusione o un giardino d’abisso?
Mentre giù, dalla grazia del pallone, aria si riversa
Diveniamo tanto bruni quanto appare l’imbrunire.
Si saprà mai la storia a Samarcanda
Scoppia una bomba, ma il silenzio in base ai morti chiede
Se il cuore si spezza, spezzalo; così, appare l’egemonia
Tesoro, lo chiamano paese, senza rabbia conoscilo!

Flesh of Man

While hiking up on the hills
It’s not good to step down
On prison’s dark eyes, blood sparkles around.
Flat at far
Hills shelter
Human bones pierced into heart of mire.
Hand-legs as weapons
Who needs?
Bear entire life lesser than deeds.
Struggle as demise
Nobody defines strife
Meaning of such language is lust for life.
If do love
Devour surreptitious
Thus, I am the atlas of mapping populace.

Translated from Bangla by Naseef Amin

Carne d’Uomo

Nel corso di escursioni su per le colline
Non è bene spostarsi in basso
Su occhi scuri di prigione, intorno, sangue a sprazzi.
Piatte in lontananza
Colline proteggono
Ossa umane confitte in un cuore di mota.
Mani-gambe come armi
Chi ne ha bisogno?
Reggi l’intera vita meno che le azioni.
Lotta come dipartita
Nessuno definisce lo scontro
Il senso d’una tale lingua è brama di vita.
Se davvero l’amore
Surrettizio divora
Allora, io sono l’atlante di mappatura del popolo.

Tradotto dal Bangla da Naseef Amin

The heart is being open

How long way away you speak, dear.
You are seated on my heart, very tired.
Listening song, I am numb, sweetheart.
Counting hands, I am hesitant.
On the five fingers of my hand, I would watch
My blood dancing; wake up, vagabond.
Kiss me or keep it on your lips
Give me the freedom of speech for the rest of the day
Tell me the story of thought and non-thought,
The story originated from words.
You wish to sit on a branch; instead, blossom
Whether you know or not, it doesn’t matter to knowing
The heart is being open, see if you recognize the face.
Farewell on north,
Raising question on the west
And air from the south say,
No freedom of heart,
No freedom of speech.

Il cuore si sta aprendo

Tesoro, da che remota lontananza parli.
Siedi sul mio cuore, stanco assai.
Ascoltando canzoni, amore, mi stordisco.
Contando mani, io esito.
Sulle cinque dita della mano, mi guardavo
Il sangue in danza; sveglia, vagabondo.
Dammi un bacio o sulle labbra tientelo
Dammi la parresia per ciò che resta del giorno
Raccontami la storia di pensiero e non-pensiero,
La storia da parole originata.
Desideri sederti su di un ramo; invece, fiorisci
Che tu lo sappia o no, non importa saperlo
Il cuore si sta aprendo, vedi se ne riconosci il volto.
Addio a nord,
Quesito sorgente a ovest
E l’aria dal sud dicono:
Nessuna libertà di cuore,
Nessuna libertà di parola.

The memories of the erroneous city!

Sometimes, the pen runs out
Can’t write, red letters appear pale.
The white sentence shines bright.
Sometimes, blood runs down the chin.
And the illusive Purple Heart turns dark.
At midnight, the retina grow dark,
And the dream slipped away into the hell.
We have neared our death in the broad daylight
The solitary grave is summoning us incessantly
We are trudging alone through an eerie city.
Yet, in the city, the owner doesn’t admit the slave
And so the son the father, the daughter the mother,
The husband the wife, the lover the lover.
Ignoring each other, we are approaching
The obsessed early grave!
Sometimes, I do things arbitrarily
Throw my legs to my temple.
Today, I am afraid of kissing on my child’s forehead
Lest my blood stained lips leave mark on it,
And I couldn’t erase the ominous sign of future!
If, one day, your alluvium is soaked in blood
Would our land be considered a democratic country?
I was asleep in the history of dreams
Without lying down on a bed,
But my sleep, eyes, legs, and arms are disappeared.
Won’t you, dear land, grant us
The freedom of being turbulent in stormy air?

I ricordi della città erronea!

A volte, la penna s’esaurisce
Non posso scrivere, lettere rosse impallidiscono.
La frase bianca brilla scintillante.
A volte, sangue scorre giù dal mento.
E l’illusorio Cuore Porporino si fa scuro.
A mezzanotte, la retina s’oscura,
E il sogno se ne scivola all’inferno.
Abbiamo sfiorato la morte in pieno giorno
La tomba solitaria ci chiama incessante
Soli arranchiamo per una città inquietante.
Pure, nella città, il padrone non riconosce lo schiavo
E così il figlio il padre, la figlia la madre,
Il marito la moglie, l’amante l’amante.
Mutuamente ignorandoci, c’appressiamo
All’assillante morte precoce!
A volte, compio atti arbitrari
Lancio le mie gambe alle tempie.
Oggi, temo baciare la fronte di mio figlio per non
Lasciarvi il segno delle mie labbra insanguinate,
E cassare l’ominoso segno del futuro non potei!
Se, un giorno, il tuo diluvio s’intriderà di sangue
Diverrà la nostra terra un paese democratico?
Nella storia dei sogni io dormivo
Senza giacere a letto,
Ma sonno, occhi, gambe e braccia si dileguano.
Terra diletta, ci concederai, vero,
La libertà d’esser turbolenti nell’aria di tempesta?

Jean-Paul Sartre

An image form
In another image.
An animal lives
In another animal.
Imagery is created
In other imagery.
A reality exists
In another reality.
In reality, you are
Not present inside you.
And
In a den, an army of red ant
Are asleep with Jean-Paul Sartre.

Translated from Bangla by Mehedi Hassan

Jean-Paul Sartre

Un’immagine si forma
In un’altra immagine.
Un animale vive
In un altro animale.
L’imagerie è creata
In un’altra imagerie
Una realtà esiste
In un’altra realtà.
Nella realtà, tu non sei
Presente dentro di te.
E
In un covo, un’armata di formiche rosse
Sta dormendo con Jean-Paul Sartre.

Tradotto da Bangla da Mehedi Hassan

Poet’s Profile

Shakhawat Tipu, born in 1971, lives in Dhaka. He is a distinguished bilingual poet, editor and critical thinker from Bangladesh. He is also a journalist. The prominent figure of the new Bengali poetic language movement, Tipu established himself as the leading poet in his generation, his poems translated in Spanish, Italian, Serbian and English. He published five Bengali poetry books: Elah Hi Borosha (2002), Jhah Be Ei Bakyo Porokaale Hobe (2004), Shri Chorone Shu (2007), Buddhijibi Dekho Sobe (2009) and Karl Marxer Dhormo (2012) and Noverar Rup (2019), an art critics book on modern Bengali sculptor Novera Ahmed. As an editor, he edited Jatiya Shahittya (2008), a magazine of linguistics and philosophy and Charalnama (2011), a collection of street people’s interviews with a subaltern dictionary. He is the former acting editor literary magazine in Notundhara and former editorial consultant an art magazine Depart. He is the former General Secretary in Bangladesh Progressive Writer’s association. His wife, Gazi Tanzia, is also a renowned Bangladeshi storyteller and novelist.

Nota biografica

Shakhawat Tipu, nato nel 1971, vive Dhaka. È un illustre poeta bilingue, redattore e critico del Bangladesh. È anche giornalista. Prominente figura del nuovo movimento Bengalese per la lingua poetica, Tipu si è imposto come poeta leader nella sua generazione; i suoi testi poetici sono stati tradotti in spagnolo, italiano, serbo e inglese. Ha pubblicato cinque libri di poesia in bengalese: Elah Hi Borosha (2002), Jhah Be Ei Bakyo Porokaale Hobe (2004), Shri Chorone Shu (2007), Buddhijibi Dekho Sobe (2009), Karl Marxer Dhormo (2012) e Noverar Rup (2019), un libro di critica d’arte sullo scultore bengalese contemporaneo Novera Ahmed. In veste di redattore, ha curato Jatiya Shahittya (2008), rivista di linguistica e filosofia, e Charalnama (2011), una collezione di interviste a gente comune con un dizionario ausiliario. È ex-redattore della rivista letteraria Notundhara ed ex-consulente editoriale della rivista d’arte Depart. È stato Segretario Generale dell’associazione Bangladesh Progressive Writers. Sua moglie, Gazi Tanzia, è anche lei una rinomata scrittrice di racconti e romanzi.