Poeti contemporanei viventi

Poesie scelte di Alessandro Fo | L’Altrove

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Là in alto era l’amore, all’ombra
di una storia famosa, la cui tempra
già toccava progetti di bambini.

Dal terrazzo si poteva ascendere,
volendo, fino a Dio,
se non come Agostino,
gettandosi lo stesso
oltre i dubbi in un salto
verso la luna, verso l’Orsa Maggiore,
magari, come da ragazzo, alla Fosbury.

Però
nulla è mai davvero come sembra,
ma almeno sette volte piú complesso.


Nel sonno fece un incubo. Parlava…
Le carezzai piano piano i capelli.
Era tornata la calma (sembrava).

La mattina le carezzai i capelli.
“Dici davvero? Non me n’ero accorta”.

Poi, tutta la giornata.

E di nuovo la sera, andando a letto,
la mano andò alla seta
della sua testolina addormentata.

E disse un po’ pensosa e addolorata
“Ma quando sarò morta,
tu mi accarezzerai i capelli?”

Da Mancanze, Einaudi


Quel che inizia del giorno

Disporre a chi lasciare i libri, i quadri:
un giorno o l’altro ci dovrò pensare.
E anche giacche, cravatte, biancheria,
la vita dei bicchieri e delle pentole…

È l’alba, e lento mi dirigo al lavoro,
mentre sul cielo semigrigio e lucente
scorre a zigzag la fuga di spioventi.

Mi supera, compresa nel suo footing,
una ragazza.
Ha la coda,
le sobbalzano
nel passo svelto e elastico i capelli.

Ma a destare stupore
è come, anche all’impatto delle suole,
sia già lontana, senza alcun rumore.


Come salvarsi agevolmente la vita in caso di grave crisi

Prima di abbandonarsi,
trovare il modo, e andarsene a Parigi.
Già questo basterebbe. Ma in realtà
(per sicurezza), portarsi a Notre-Dame.
Dopo di che, cercare nei dintorni
l’antica libreria Shakespeare & Company.
(Condizione essenziale: amare i libri,
requisito scontato per chi stia
leggendo queste istruzioni).
Trovata la libreria,
chiedere ospitalità.
Prenderanno alcune informazioni,
tanto per inquadrare
il tipo di persona.
Insindacabilmente,
saranno loro, poi, a deliberare
se potrete restare:
un giorno, due, una sola settimana,
svariati mesi…
Due ore solamente
di lavoro in negozio,
aprire e chiudere, poi, se richiesto,
e per il resto
Parigi, semplicemente.
Cinque i posti letto,
sistemazione spartana,
nel cuore dell’universo.
Poi q.b., a disposizione libri
freschi di stampa, caldi, vecchi, intonsi.
Clima bohémien che invita a incontrarsi,
incipit vita nova, innamorarsi.

PS.: ringraziare
indirizzando a Sara, I-Poggibonsi.


Desiderio postale

Gli scrivevo le lettere d’amore,
e le voleva sempre piú avventate.
Dicevo ‘proprio quello che provava’,
pur se le immagini – questo dichiarava –
le aveva ritrovate
attraverso di me: e riconosciute.

Poi dalle cartoline ricevute
staccava minuzioso i francobolli
per baciarli rapito.

«… La prego che ci incolli
sotto, nascosto, un regalo proibito,
ciuffi di suoi peletti,
pegno dei piú segreti, e
talismano d’amore».

Da Filo Spinato, Einaudi


Lettera da Firenze

… e grazie dell’invito alla poesia
su Marilyn Monroe…
Ci provo, ma non so
che saprò dire.

In questo mio non facile momento
ho ancora il cuore tutto petillante
di parole d’affetto.

Inavvertiti, sono giunti i Sessanta
e – sai che c’è – non sarebbe perfetto
che tu e i miei Lapi e io
fossimo presi per incantamento?
Ma per davvero. Un castello di Atlante,
e vivere soltanto di poesia.

La sera, andando a letto,
solo due gocce di versi. E dormire.

Da Esseri umani, L’arcolaio

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