Estratti ed Inediti

Estratto da “Dove i clown vanno quando sono tristi” di Sara Comuzzo | L’Altrove

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Dove i clown vanno quando sono tristi (Brè Edizioni, 2020), vincitore della sezione Poesia Edita del Premio Kerasion (2021), intende fotografare e raccontare diversi temi dell’epoca post-moderna, come l’effimerità di certe relazioni, un senso di alienazione in un tempo di guerre e missili, battaglie perse, nevicate interne ed esterne.

Ma è soprattutto un invito a guardare oltre la facciata delle cose, abbattere le distanze, rovistare tra i segreti perché come suggerisce un verso al suo interno, “Ogni vento inizia con un soffio”. Il libro sostiene che esiste un luogo che accoglie i superstiti; una coordinata geografica dove anche i clown possono permettersi di essere tristi, sconfiggendo le convenzioni che li vorrebbero sempre allegri.È stato scritto tra Dublino, Londra e Brighton, ed è composto da tre parti precedute da un prologo e seguite da un epilogo. A livello stilistico, tra le maggiori influenze brillano la poesia di Frank O’Hara e di altri esponenti della New York School, la poetica di Boris Ryzij e la scrittura teatrale di Sarah Kane.La prima parte Camere Separate estende il tema di coppia già presente nei lavori precedenti e tratta del tentativo di un amare senza aspettative finito male. Le Colombe Sanno Tutto racconta di inverni rigidi, buone intenzioni, incidenti autostradali, lutti improvvisi e perdite che forse a volte sono guadagni. L’ultima parte intitolata Fermarsi interroga specificatamente che cosa significhi stare al mondo al giorno d’oggi, il senso ultimo delle cose, il salto di un tuffatore dalla parte sbagliata. Parla di perdite metaforiche o reali e di come ci si sente quando si perde qualcuno che si ama in una sala d’aspetto.

Rientrare

Ho chiuso con l’estate.

Vivimi come un inverno del Nord Europa
con la voglia di rientrare a casa
prima che faccia buio
prima di
crepare di ipotermia.

Il pane spezzato
ma non offerto
trattenuto solo per ricordare
la fine di una festa:

l’inizio dei preparativi
per mettere a posto il disordine;
risvegliare
le parti addormentate della notte;

quando anche gli ultimi invitati se ne sono andati,
la torta è finita,
e le bottiglie restano in fin di vita sui tavoli.

Spinge come il vento, l’alba,
per entrare nei tuoi occhi
e io ti porgo tutte le coperte che trovo
perché sarà freddo dove andrai.


L’ultimo tocco

Amare è una specie
di volontariato retribuito:
non paga, ma riscuote le tasse.

Lo spiaggiamento delle balene.
La raccolta di vetri a mani nude.

Se anche ci fossero brevi istanti di luce
le ombre si sfiorerebbero
nell’ultimo tocco
di chi sa di doversi lasciare.

Una tentazione bastarda:
lo zucchero nelle dispense dei diabetici.

La fedeltà del cane
nel riportare la palla;
il cadavere di un merlo, infreddolito,
su una coperta di foglie.

Imparare dal perdono ad andare a capo.

Abbi cura delle mille pozzanghere
appese alle guance del cielo.


Evanescenza

Le rane saltano per sfidare i canguri.

Li trovo tutti qua, i ricordi del mondo,
a giocare a Jenga con le costole del futuro:
se sbaglio mossa, tutto crolla.

Cecchini pronti a spararmi
ogni volta che mi allontano.

Ho cercato di spiegarti che non pioveva
ma mi nevicava dentro.
Hai alzato le spalle:
Comunque, non so sciare.


Eventi

L’immortale gratitudine del pesce
quando il pescatore si addormenta.

Una lista di promesse
mantenute per sbaglio.
Le fedi diventano strette
solo sull’altare.
Appena le labbra si allontanano,
ci si pente subito del gesto.

Lumenica è quando il lunedì si aspetta già la domenica,
una certa nostalgia per i giorni liberi.

A luce spenta, quello che provo non cambia,
l’unica differenza è che non ti trovo.

Meteore assonnate emergono dal novilunio.

Rimane inespressa
la dichiarazione d’amore
che Lancillotto non ha mai fatto a Ginevra.
Stanchi del gioco,
noi preferiamo la migrazione delle lumache.

L’AUTRICE

Sara Comuzzo

Sara Comuzzo (Udine, 1988) ha pubblicato cinque raccolte di poesia e una di racconti. Sue poesie appaiono su siti, riviste e blog letterari in Italia e all’estero e sono state tradotte in portoghese, spagnolo, russo e inglese. Collabora con Yawp – Giornale di Letterature e Filosofie, nel reparto Poesia. Ha studiato letteratura moderna e studi di genere alla Sussex University con una tesi sul teatro di Sarah Kane.

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