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Recensione: “ I colori della fantasia” di Sergio Camellini | L’Altrove

L’intento di quest’opera, appartenente alla collana Parallelismo delle Arti, è chiaramente illustrato nell’introduzione a firma di Michele Miano, alla quale rimando il lettore, anche se nel corso della presente prefazione tornerò sull’argomento con alcuni accostamenti tra poesia, pittura e fotografia, ovvero le arti in questione.

Anche il titolo della pubblicazione – I colori della fantasia – raffigura sia la creatività, l’invenzione, l’immaginazione dei testi, appositamente scelti con metodo antologico, del poeta Sergio Camellini, sia le policromie pittoriche e fotografiche dei diversi lavori figurativi inseriti nel libro. Ed iniziamo dalla parte letteraria, le cui liriche sono state tratte da diverse raccolte poetiche del nostro autore, la cui cronologia copre l’arco di tempo di un settennio, potendo così effettuare un’analisi critica dell’ultimo Camellini: Nel corpo un soffio dell’anima (2013), Il pianeta delle nuvole rosa (2014), Bagliori (2015), Un sogno con le ali (2016), So di essere (2016), Ponte dei sogni (2017), Il canto delle Muse (2019), Viandante dei sogni (2020).

Per introdurci alla poetica e alle tematiche emergenti dalle sue composizioni utile è l’Antologia essenziale della critica collocata dall’editore dopo i testi lirici. Qui troviamo cenni ai filoni principali della sua ispirazione che, in somma sintesi, richiamo: Vincenzo Granavi mette a fuoco soprattutto la rilevante componente onirica che vi scorre; Nazario Pardini, riferendosi a Il canto delle Muse, ne sottolinea il versante mitopoietico; Michele Miano si sofferma invece, in particolare, sulla rievocazione del mondo agreste, contadino e sulla contemplazione della natura, quasi una fiaba; Francesca Luzzio parla della poesia amorosa; Regina Resta della poesia memoriale con incursioni nella condizione umana; ed infine, Fulvio Castellani dei tratti di rottura delle armonie unitarie ideali.

Andando direttamente, ora, sui testi qui pubblicati, è giusto esordire con I colori della fantasia, singola lirica utilizzata per la titolazione dell’opera. Avendo come sottotitolo ‘comunicatori di positività’, così si sviluppa: “I colori danzano / tra sfumature / cromatiche d’un sogno / inni alla beltà, / sono spettacolari / catalizzatori / della fantasia / per l’umanità, / la loro percezione / tattile / si sente, si vede, si vive … / A qualsivoglia età”. Il parallelismo delle arti è qui mirabilmente fissato sulla pagina dai versi del poeta: se per la pittura e la fotografia la danza dei colori è di immediata percezione, per la poesia occorre il contributo della fantasia e vedremo quindi la prova di questo assunto nel corso della disanima critica. Abbiamo accennato alla componente onirica della sua poetica: la parola sogno ricorre nei titoli di ben tre raccolte pubblicate, ma anche nelle altre s’insinua naturalmente. Qui non poteva mancare il presupposto indispensabile della dimensione surreale, cioè la fantasia, alla quale egli dedica una lirica: “Tu fantasia /…/ segui le parvenze del vero, / amplifica il tuo fertile / rigoglioso immaginario, / miscela tutte le idee” (Ode alla fantasia).

I sentimenti, le emozioni, le suggestioni sono motivi che spingono l’artista alla creazione. Sergio Camellini trascrive ciò nelle metriche della poesia amorosa, tra le quali troviamo Un decalogo d’amore, la cui costruzione formale si ripete per nove brevi terzine con il ritmo: soggetto, predicato verbale e complemento, predicato nominale, che è nel contempo anafora (“sei tu”) dell’intera lirica; fa quindi eccezione la strofa finale, sintesi dell’appassionato decalogo: “Il mio / significato di vita, / sei tu”. Il contenuto del canto per l’amata è un’apologia all’esclusività della sua presenza nella propria esistenza: ella è, di volta in volta, il sorriso che lo abbaglia, gli occhi accesi e vivaci, fonte di libere sensazioni, stella luminosa, l’aroma esalato dai fiori, messaggera della dolcezza, scintilla di passione, abitatrice dei sogni, dolore e gioia di ogni momento. Dunque liberiamo la fantasia per scorgere in questi versi i colori della poesia: occhi che potrebbero essere azzurro mare o verde prato; stella d’intenso giallo; fiori senz’altro ricchi di policromie; scintilla appassionata tinta decisamente d’un rosso vivace; sogni dorati e rosati. […].

Dalla prefazione di Enzo Concardi.

L’AUTORE

Sergio Camellini è nato a Sassuolo (Mo), vive a Modena; è psicologo clinico. Ha pubblicato i libri di poesie: La Dozzina (2012), Nel corpo un soffio dell’anima (2013), Rivoli di pensiero sulla carta (2013), Poesia sei tu (2014), Il pianeta delle nuvole rosa (2014), il (2015), Bagliori (2015), Un sogno con le ali (2016), So di essere (2016), Tenero è l’amore (2017), Ponte dei sogni – Most snova (2017), Opera Omnia (2018), Tra le righe del pensiero (2018), Il canto delle Muse (2019), Viandante dei sogni (2020), S’accende una luce (2020); ha inoltre curato la pubblicazione del libro d’arte Torpedo e la ballerina (2021) di Roberto Muzzarelli. La sua attività letteraria è trattata nelle seguenti repertori letterari: Alcyone 2000 – Quaderni di poesia e di studi letterari, n°9, Guido Miano Editore, Milano 2016, Dizionario Autori Italiani Contemporanei, quinta edizione, ivi 2017, Contributi per la Storia della Letteratura Italiana. Dal secondo Novecento ai giorni nostri, quarto volume, terza edizione, ivi 2020.

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