Estratti ed Inediti

Estratto da “Cenere dal risveglio” di Michele Trizio | L’Altrove

Natura fragile vello frammentato
suono che chiami il petto a un sacramento
queste false litanie s’illuminano
a giorno e si schiantano sulle case
– disegno di armena eresia che
di un dualismo fa tenue chiosa.
Le stanze svuotate, la vita segreta
dell’intonaco, le preghiere, le serate
trascorse nei parcheggi… Seguire
il segno delle tracce, il darsi delle cose.
Ora che anche i greti si ritirano
lasciandosi dietro pietre lisce, tutto
divampa. E noi aspettiamo.


Tienimi forte nella carità dell’attimo
presenza nel punto inquieta mi ascolti.
Gli oggetti e le cose accettano altro
eterne paiono le case negli androni.
Dove non c’è moto il tempo dilegua,
ma da sempre nella stanza accanto
serena ricuci i fiori sui miei spasmi.


Vita nuova tremenda consuetudine
sfiancati cadono i corpi sulla pianura.
Tace sulle mensole il tempo
delle mandorle. Mi guardi e dici
che la guerra, la lotta per il senso
è perduta, solo possiamo ai prossimi
riconsegnarla. Combattano loro poi
l’inutile battaglia.


Questa bonaccia è silenzio e sale
carne che salva una carne salvata
spirito che segue e storia che avanza.
S’increspa adesso il suolo marino
pesci inumani divorano i cieli
vuote finestre rompono l’etere.
Svanisse pure il dono di cenere
resteremo ancorati alle cornici
scorticati dal sole sulle mediane.


A tratti senti la pietà nel suo farsi
conoscenza, movimento, relazione
di verità tra i filari e la faggeta.
Mi racconti dell’assenza sulle tue
pietre. Le stringi per prestare loro
il volto. Nere le vigilie
ti appartengono, chiedono
di mettere a nudo una dolce
tormenta – e passano, passano.
Soccombere significa assediare
gli oleandri in autostrada.

L’AUTORE

Michele Trizio (Bari, 1979) insegna Storia della Filosofia Antica e Medievale presso l’Università degli Studi di Bari. Ha pubblicato alcuni inediti sulla versione online di “Atelier” e sulla versione, sia online che cartacea, della rivista “Avamposto”. Cenere del risveglio è il suo libro d’esordio. Una sua silloge a tutto’ra inedita, Materiali per una fine, ha ottenuto la segnalazione di merito al concorso Bologna in Lettere 2024.

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