Estratti ed Inediti

Estratto da “Cara catostrofe” di Felicia Buonomo | L’Altrove

Cara Catastrofe,
ho aperto l’armadio per fare spazio
ai tuoi sorrisi, li indosso
come abiti leggeri in primavera.
Pizzico sulla pelle.
Armatura di piume profumate.


Ti ho trovato
nelle pieghe delle mie clavicole,
parte visibile di un corpo
smunto dalla tristezza.
Ero stesa sulle mie paure,
con gli occhi aperti al dolore
e le braccia molli della resa.
Amarti – continuo a pensare –
è il ristoro
dall’oppressione del mostro che ti abita.


Ho camminato su chilometri
di foglie cadute, per arrivare
alla bocca del tuo stomaco,
che tutto divora e nulla digerisce.
Mi accogli con il disgusto della sazietà,
io come un incubo riuscito.
E a quelli che domandano, io rispondo:
di te mi divora
la fame non appagata.


Oggi ho incartato la mia tristezza,
ordinato alfabeticamente i miei dolori
e piegato tutte le mie inquietudini.
Ogni scatola pesa come la sensibilità
dei miei polpastrelli
quando toccano la mia pelle
tumefatta dal tuo amore.
Sei la somma dei miei sorrisi falsi e bagnati.


Oggi ho preso ad amarmi come fai tu:
con la ferocia del disgusto
come un insulto figlio dell’alterazione
un cucciolo rinnegato
il difetto gettato dalla rupe.
Nei secoli dei secoli. Amen.

L’AUTRICE

Felicia Buonomo è nata a Desio (MB) nel 1980. Dopo la laurea in Economia Internazionale, nel 2007 inizia la carriera giornalistica, occupandosi principalmente di diritti umani. Nel 2011 vince il “Premio Tv per il giornalismo investigativo Roberto Morrione – Premio Ilaria Alpi”, con l’inchiesta “Mani Pulite 2.0”. Alcuni dei suoi video-reportage esteri sono stati trasmessi da Rai 3 e RaiNews24.
Pubblica il saggio “Pasolini profeta” (Mucchi Editore, 2011) e “I bambini spaccapietre. L’infanzia negata in Benin” (Aut Aut Edizioni, 2020), libro reportage sullo sfruttamento del lavoro minorile nell’industria edilizia. “Cara catastrofe” (Miraggi Edizioni, 2020), è la sua prima raccolta poetica.
Parallelamente all’attività giornalistica, porta avanti un progetto di street poetry sotto lo pseudonimo di Fuoco Armato, realizzando opere murali con proprie poesie inedite.
Altre sue poesie sono state pubblicate su Atelier Poesia, La rosa in più, Versante Ripido e altrove. Un suo testo poetico è stato tradotto in spagnolo dal Centro Cultural Tina Modotti.
Scrive di poesia su Carteggi Letterari – critica e dintorni. Cura una rubrica dedicata alla poesia su “Book Advisor”.

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