Eighteen Days Without You

“December 18th” – Anne Sexton | L’Altrove

December 18th

Swift boomerang, come get!
I am delicate. You’ve been gone.
The losing has hurt me some, yet
I must bend for you. See me arch. I’m turned on.
My eyes are lawn-colored, my hair brunette.

Kiss the package, Mr. Bind!
Yes? Would you consider hurling yourself
upon me, rigorous but somehow kind?
I am laid out like paper on your cabin kitchen shelf.
So draw me a breast. I like to be underlined.

Look, lout! Say yes!
Draw me like a child. I shall need
merely two round eyes and a small kiss.
A small o. Two earrings would be nice. Then proceed
to the shoulder. You may pause at this.

Catch me. I’m your disease.
Please go slow all along the torso
drawing beads and mouths and trees
and o’s, a little graffiti and a small hello
for I grab, I nibble, I lift, I please.

Draw me good, draw me warm.
Bring me your raw-boned wrist and your
strange, Mr. Bind, strange stubborn horn.
Darling, bring with this an hour of undulations, for
this is the music for which I was born.

Lock in! Be alert, my acrobat
and I will be soft wood and you the nail
and we will make fiery ovens for Jack Sprat
and you will hurl yourself into my tiny jail
and we will take a supper together and that
will be that.

18 dicembre

Fa’ presto, boomerang, torna da me!
I miei capelli bruni, gli occhi color prato,
io sono fragile e tu te n’eri andato.
L’assenza m’ha ferita, ma mi chino per te.
Vedi, m’inarco, sono eccitata.

Bacia ‘sto tòcco di figa, Mister Legare!
Che ne diresti di sbattermi, sì?
Con me intransigente, ma su me gentilmente, sì?
Sto incollata alla parete come carta da parati:
disegnami un seno, mi piace esser marcata.

Ascoltami, vile, dimmi di sì!
Disegnami bambina, mi servono soltanto
due occhi tondi, un bacino, un’O piccina.
Con due orecchini sarei carina.
Poi passa alle spalle. Qui puoi fermarti.

Prendimi, io sono il tuo rimorso.
Fa’ piano, ti prego, disegnando lungo il torso
bocche, perline, alberi ed O,
un po’ di graffiti e un piccolo hello!
ch’io imbrocco, mordicchio, faccio ridere, piaccio.

Disegnami buona, disegnami calda.
Concedimi il tuo polso ossuto e saldo
e il tuo strano corno duro, Mister Legare.
Concedi, caro, un’ora d’ondeggiamento
perché son nata per questo arrangiamento.

Allerta, acrobata, stringimi!
Ch’io sia il legno tenero e tu il chiodo!
Che s’arroventino i forni per Jack Sprat!
Sbattiti dentro la mia cella di rigore,
poi andiamo insieme a cena fuori
e così sia.

Da Poesie d’amore, Le Lettere.
Traduzione a cura di Rosaria Lo Russo.

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