Eighteen Days Without You

“December 9th” – Anne Sexton | L’Altrove

December 9th

Two years ago, Reservist,
you would have burned
your draft card or
else have gone A.W.O.L.
But you stayed to serve
the Air Force. Your head churned
with bad solutions, carrying
your heart like a football
to the goal, your good heart
that never quite ceases
to know its wrong. From
Frisco you made a phone call
Next they manufactured you into an Aero-medic
who placed together shot off pieces
of men. Some were sent off
too dead to be sick.

But I wrote no diary
for that time then
and you what you
do today is worse.
Today you unload the bodies of men
out at Travis Air Force
Base – that curse –
no trees, a crater
surrounded by hills.
The Starlifter
from Vietnam, the multi-hearse
jets in. One hundred come day by day
just forty-eight hours
after death, filled
sometimes with as
many as sixty coffins in array.

Manual Minus Number
Sixteen Handbook
prefers to call this
the human remains.

This is the stand
that the world took
with the enemy’s children
and the enemy’s gains.
You unload them slipping
in their rubber sacks
within an aluminum coffin-
those human remains,
always the head higher
than the ten little toes.
They are priority when
they are shipped back
with four months pay
and a burial allotment
that they enclose.

All considerations
for these human remains!
They must have an escort!
They are classified!
Never jettisoned in
emergencies from any planes.
Stay aboard! More important
now that they’e died.
You say, “You’re treated like
shit until you’re killed.”

And then brought into The Cave,
those stamped human remains
on a Starlifter, a Cargomaster,
a packet, a Hercules
while napalm is in the frying pan,
while napalm is in the death nest.
And what was at home
was The Peace March-
this Washington we seize.

9 dicembre

Due anni fa, Riservista,
avresti voluto bruciare
la cartolina oppure
sparire, disertore.
Invece sei rimasto a servire
l’Aereonautica. La testa sfornava
cattive pensate, mandavi
il cuore in porta
come un pallone, il tuo buon cuore
che mai e poi mai cessa
di riconoscer i suoi torti.
Da Frisco hai fatto una telefonata.
Poi ti hanno confezionato
un Aereomedico
che riappiccicava insieme
pezzi umani staccati
dagli spari. Alcuni rispediti al mittente
troppo morti per essere malati.

Ma io non tenni un diario
a quel tempo
e tu dici che oggi
fai di peggio
Oggi scarichi corpi di uomini
alla base aereonautica
di Travis – maledetta –
niente alberi, un cratere
circondato da colline.

Lo Starlifter dal
Vietnam, megacarro funebre,
atterra. Cento
ne arrivano giorno dopo giorno
solo quarantott’ore
dopo la morte, carichi
addirittura a volte
di sessanta bare in schiera.

Manuale Meno Numero
Sedici Prontuario
preferisce intitolare il tutto
I resti umani.

Questa è la posizione
che ha preso il mondo
con i figli del nemico
e le conquiste del nemico.
Tu li scarichi – scivolano
in sacchi di gomma
dentro una bara di alluminio –
questi resti umani,
ché mantengano sempre la testa più alta
dei dieci ditini dei piedi.
Hanno la precedenza assoluta quando
vengono rispediti
con lo stipendio di quattro mesi
e con le spese di sepolture
accusi.

Quali riguardi
per quei resti umani!
Servono per le statistiche!
Non sia mai che vengano
gettati a mare da aerei in panne.
Restino a bordo! Sono più importanti
ora che sono morti.
E tu mi dici: “Finché non t’ammazzano
ti trattano come una merda”.

E vengono poi portati nella Caverna
quei resti umani timbrati
su uno Starlifter, un Cargomaster,
un aereo postale, un Hercules
mentre il napalm bolle in pentola,
mentre il napalm s’acquatta nel nido di morte.
E qui da noi si faceva
la Marcia della Pace –
questa Washington che occupiamo.

Da Poesie d’amore, Le Lettere.
Traduzione a cura di Rosaria Lo Russo.

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