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I libri di poesia più belli del 2019 | L’Altrove

Fine anno, tempo di classifiche e conti.

Il 2019 ci ha riservato tanta bella poesia e tanti bei libri e noi ve ne abbiamo largamente parlato. In questo articolo, però, vogliamo riproporvi quelli più belli, secondo noi, usciti proprio quest’anno.

Belluno di Patrizia Valduga

Tornano le quartine della Valduga. Belluno, uscito quest’anno per Einaudi, è un libro che ci riporta un po’ alla mente le atmosfere che abbiamo amato in Cento Quartine. Non mancano i versi erotici e quelli più umoristici, in un fluire di rimandi verso gli amori passati dell’autrice, primo fra tutti Raboni.

E non parlate tutti quanti insieme.
Mi rompete la metrica, imbecilli.
Ho nella testa qualcosa che mi preme…
e non trovo nessuna rima in illi

L’infinito senza farci caso di Franco Arminio.

Dopo il successo di Cedi la strada agli alberi, il poeta-paesologo Franco Arminio pubblica, con Bompiani, questa nuova raccolta di poesie d’amore. Dove odio, invidia e brutti sentimenti regnano, Arminio ci dà una vita di fuga.

Ti scrivo
da questo freddo
che non vuole più finire,
da questo chiasso girevole
che fa di ogni vita un povero deserto.
L’altura sarà più verde
fra un mese,
se non gela
arriveranno macchie di rosso
in mezzo ai rovi,
il bianco dei tuoi occhi
sugli alberi delle ciliegie.

Poeti nati negli anni ‘80 e’ 90 antologia di Interno Poesia Editore

Giulia Martini cura questa splendida antologia che raccoglie le poesie dei più talentuosi poeti nati appunto tra il 1980 e il 1999. Si tratta del primo volume, non ci resta che aspettare il secondo, forse in uscita per il 2020?

Quell’abbraccio te lo sei preso tutto,
lo hai sentito premere tra le scapole:
un bene semplice che non ti raggiunge.
È una trincea la casa materna dove mi ospiti,
in cui i morti spiano le mie voglie, i tuoi gesti
misurati: non eccedi in niente, emargini
ai miei occhi le stanze più intime, chiedi scusa
per il disordine e poi dici di no, pronunci
le parole vuoto e fermo per intendere una fine,
per benedire nel sonno dopo la fatica
questo uso incosciente dell’affetto.

(di Eleonora Rimolo)

Quando non morivo di Mariangela Gualtieri

A quattro anni di distanza dall’ultima opera (Le giovani parole, Einaudi), Mariangela Gualtieri pubblica, sempre per la Bianca, questa nuova bellissima raccolta. Il tutto è permeato da un sentire generale. È il “siamo”, la parola-voce che ci accuma e ci fa essere parte di qualcosa più grande.

Spingo nella frana i miei pensieri
poi guardo il cielo. Corvi insolenti
stanno sul davanzale.
Piove. È giorno di mercato.
La parola Amore mi gira intorno.
Vuole sempre venire
in ogni riga. La tengo buona,
indietro. Come avvolta in un panno
di lana. Non puoi uscire, le dico.
Cara parola. Non puoi uscire oggi.
Ci vuole una mano spadaccina
per quel tuo carico ingombrante
e invece oggi noi siamo
nel calmo della nuvola turchina
siamo stupidi un poco, un poco
stanchi. Tu resta nella nicchia,
parola, per quel giorno quando
risuonerai – di nuovo nuova.

Piccolo dizionario della cura antologia di Mursia

La funzione curativa della poesia è una cosa che riteniamo molto importante. Questa antologia, curata da Vincenzo Mascolo in collaborazione con Fondazione Sanità e Ricerca di Roma, contiene poesie e saggi. Un modo per riflettere sul valore che ha la cura nella società moderna.

Giardino della gioia di Mariagrazia Calandrone

La Calandrone è una delle voci più importanti del panorama poetico italiano. In questa nuova raccolta, edita da Mondadori per la preziosa collana Lo Specchio, la poetessa alterna poesie d’amore alla quotidianità e ai fatti di cronaca, con la solita dirompente energia.

VEGLIA ALLA CENERE

Dare l’acqua al basilico,
aggiungere una manciata di sale grosso
all’acqua di cottura
sono gesti che bastano, per ora,
a distinguerci da quello che muore.