Inediti di Caterina Golia | L’Altrove
Inediti di Caterina Golia | L’Altrove

Inediti di Caterina Golia | L’Altrove

Il trittico poetico che Caterina Golia ci consegna si configura come un’indagine lirica sull’impossibilità della fusione amorosa e sulla tensione irrisolta tra desiderio di compenetrazione e invalicabile alterità. L’epigrafe bersaniana non è ornamento, ma chiave interpretativa: essa introduce il tema della condivisione delle fragilità come unica via verso una comunione possibile, anticipando il nucleo tematico dell’intera sequenza.

La struttura anaforica delle tre sezioni (“Se potessi entrarti dentro” / “Se fossi dentro di te”) costruisce una progressione ascensionale che resta programmaticamente incompiuta, sospesa nel modo irreale del desiderio. La poetessa interroga l’impossibilità di attraversare il confine dell’altro, quel “non essere te / non dentro di te” che definisce la condizione esistenziale dell’amore come perpetua prossimità mai giunta a compimento.
Il lessico è quello del corpo e delle sensazioni fisiche – vertigine, nausea, mani che stringono, cuore che batte – ma tali elementi non si esauriscono nella dimensione materiale: diventano piuttosto correlati oggettivi di un’inquietudine ontologica più profonda. La metafora marina che attraversa i testi (onde, barca, nausea) richiama una tradizione consolidata ma viene risemantizzata attraverso una prospettiva intimista contemporanea.

Caterina Golia dimostra controllo nell’alternanza tra momenti di abbandono lirico e improvvise autocorrezioni razionali (“Capirei, ne sono certa”), in una dialettica tra emotività e lucidità che rivela una coscienza critica del proprio dire poetico. Il respiro dei versi oscilla tra brevità assertiva e distensione sintattica, creando un ritmo interno che mima l’oscillazione emotiva del soggetto parlante.
Si tratta di una poesia che non teme la centralità dell’io lirico né l’esposizione sentimentale, collocandosi in quella linea della poesia italiana recente che ha recuperato il diritto all’emozione senza ingenuità confessionali. La sfida sarà, nei futuri sviluppi, superare il rischio della ridondanza tematica attraverso un ulteriore scavo linguistico e una maggiore concentrazione visionaria.

Di seguito le sue poesie:

“Se non ti spaventerai con le mie paure
Un giorno che mi dirai le tue
Troveremo il modo di rimuoverle
In due si può lottare come dei giganti contro ogni dolore
E su di me puoi contare per una rivoluzione
Tu hai l’anima che io vorrei avere”
(Samuele Bersani, En e Xanax)

Se potessi entrarti dentro
come di notte tu fai con me
sentirei un rumore
simile alle onde del mare
e chiudo gli occhi
e mi faccio cullare dalla vertigine.

Questo mio non essere te
non dentro di te
accanto quando posso
sempre troppo poco.


Se potessi entrarti dentro
allora capirei
perché vertigine e calma
passano dalle mie mani
quando stringo forte le tue.

Capirei, ne sono certa,
perdonando entrambi
per essere ogni giorno più inquieta
una nausea che mi prende
anche restando ferma
sì, ma su una barca
mossa dal mare.


Se fossi dentro di te
ballerei al ritmo del cuore
quello che ho bisogno di ascoltare
quando è notte fonda.

Tu e il tuo cuore,
un respiro dopo l’altro
ti dà la vita, a me i passi
quelli giusti per camminare
nella tua stessa direzione.

L’AUTRICE

Caterina Golia (Portogruaro, 1999) vive e lavora a Bologna, e collabora attivamente con il Centro Culturale Giacomo Leopardi di Recanati. Da sempre appassionata di fotografia e scrittura, partecipa con alcuni autoritratti alla sua prima mostra collettiva Humans 2018 a Martinengo (BG). A febbraio 2020 apre la pagina Instagram @leopardiani. La prima vittoria nel campo della poesia arriva durante la prima pandemia dovuta al Covid-19 con un testo sulla speranza, pubblicato nell’antologia Le parole per dirlo (Gemma Edizioni, 2020). Alcuni suoi inediti sono presenti Su Atelier Poesia, L’altrove, Alma Poesia e, recentemente, sono apparsi su «La Repubblica» di Bari e di Napoli. È prossima alla pubblicazione della sua prima raccolta poetica.

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