Stop femminicidio

Storie di donne: Susana Chávez | L’Altrove

Per non dimenticare la poetessa attivista Susana Chávez, madre di versi contro il femminicidio come ad esempio “Ni una mujer menos, ni una muerta más” diventato il motto antiviolenza Ni una Menos. Susana fu trovata morta il 6 gennaio 2011 con una mano mozzata e la testa avvolta in una borsa nera, dopo essersi esposta svariate volte contro le violenze sulle donne in molti festival letterari ai quali partecipò. Quando fu uccisa aveva soltanto 36 anni.
La sua vita spezzata come tante altre.

Susan Chavez

Di Susana, ci resta il suo straordinario coraggio di denunciare mettendo a rischio la sua vita e i suoi versi, che restano all’interno del sito web che ha curato fino alla sua morte: https://primeratormenta.blogspot.com.

Ricordiamo che ogni tre giorni, soltanto in Italia, una donna viene uccisa. L’orologio continua il suo ticchettio, eppure tante frasi tentano di rendere questo gesto atroce come un atto voluto dalla donna stessa, legittimando quanto accaduto con: “se l’era cercata”, “aveva bevuto”, “era vestita come una poco di buono” e tante altre infamie.
Tutto questo non legittima MAI un’offesa tanto grave arrecata al corpo femminile, che è il tempio della nascita dell’uomo. Chi si scaglia contro una donna, lo fa contro colei che l’ha creato. Quando, cari uomini, picchiate le vostre donne brutalmente, credendo che siano di vostra proprietà, state solo offendendo voi stessi, vi state rendendo vergognosi e il mondo se ne ricorderà. Ed anche voi, cari uomini, che sapete ma fate finta di non sapere cosa accade alla vostra amica / conoscente / vicina di casa: l’omertà è complicità.

Tutti possiamo far qualcosa: aiutare, sensibilizzare, diffondere.

NON UNA DI MENO,

Oggi non è soltanto ricordare, ma muoversi attivamente affinché non accada più un altro femminicidio che poteva essere evitato.

SANGUE MIO

Sangue mio
d’alba
di luna lacerata,
del silenzio,
di pietra morta,
di donna in una stanza,
che si getta nel vuoto.
Aperto alla follia,
sangue chiaro e scolpito
fertile e seme.
Sangue indecifrabile fluisce,
Sangue liberazione di se stesso,
Sangue amaro dei miei canti,
Mare dei miei abissi.
Sangue istante da cui nasco addolorata,
Nutrita della mia estrema presenza.

DONNA ASCIA

Donna
molto lontana,
improbabile
travestita da ragione,
forza senza sangue.
Incantatrice arrogante
lanciata alle sue tempie
che chiamano incertezza.
Abissale dell’interno che non conosce i gesti
accattivante con i loro silenzi.
Atroce,
irresistibile al desiderio di mordere la notte
titubante nel disincanto
abbellito da storie
riposato in lontananza.
Intanto donna,
ascia
che trascini
hai tagliato le lingue diffondendole
nella mano di Dio che si contorce dalle risate con te.
Fuggitivo della tua cattura,
me ne andrò sapendo perfettamente
Che sei invincibile.

ROVINE

Sulle labbra
cresce l’edera
e la vecchia porta si chiude.
L’inverno si scopre
con una piacevole passeggiata
che porta voci che sfuggono al tremore
di una mano che accarezza i ritratti.
Fine improvvisa del viaggio,
questo lascia solo l’esaustività
in una nostalgia sottomessa nascosta nell’oscurità.
Neanche il vuoto sta,
nessuna pietà è mostrata
nello specchio tutto sta già scappando dal respiro,
anche l’eternità

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