Estratti ed Inediti

Estratto da “Nata intera” di Maria Grazia Nappa | L’Altrove

È uscito da qualche mese Nata intera (Edizioni La Gru) il secondo libro di poesie pubblicato da Maria Grazia Nappa, poetessa campana.

«Una vita passata a scrivere per capire al’improvviso di non essere mai caduta. Non precipitare è stata la mia forza. Addormentarmi in tempo, strappare i graffi dalle tasche del destino. Ammazzarmi solo apparentemente.»

Ecco di seguito un estratto:

Storia d’amore

Corallo
sul fondo
di te.
E bulimia di intenti
La fame che cresce
nelle viscere;
di me.
Clandestini,
noi,
aspiriamo destino
vomitiamo scintille.
Non indicarmi mai la strada maestra;
solo se separati dalle nostre passioni
Amo, solida e viva.
Fammi sentire sempre predatore di un verso;
Camminami a fianco
senza raccogliermi mai.

Influenza poetica

Nessuno capirebbe
la mia monotonia
nell’essere sempre influenzata,
sempre analfabeta del futuro
devota e in attesa.
Soltanto i ragni
divorano con me
le briciole del mattino;
altro non sono
che la pace rancorosa
delle mosche estive,
l’acqua sottile e fragile
delle ragnatele incollate;
basterebbe un soffio di adrenalina
a contagiarmi le vene.
Ma tutto giace
ancora sommerso
sopra un’asse di filo spinato.
Questa mia passione ha bisogno di flebo,
resuscitare senza suicidio.
La bellezza di un’anima costantemente in disuso.


Indietro

Girandomi indietro,
gli amori che mi hanno rapita,
il sale venir giù col sudore,
le mie convinzioni atrofizzate su un altare;
io credo di aver ricevuto un miracolo.

Ho dovuto reinventarmi dal mio grembo,
vegeta, non più vegetale,
mi riconosco nella colla fissata
delle maniglie antiche di ottone;
la mia indole selvatica
rimane incastrata nei pensieri.

Io godo della bellezza di ciò che non si vede
e di cui sono privi tutti ciechi di emozione.

Madre

Se potessi consolarmi nel tuo cervello,
arricchirei di abbondanza
ogni seme di te.
Nelle notti scadenti
dentro una carezza
elettrica e neonata,
tu mi dici:
sei nata intera.
La tua mano pallida
cucita con ago d’argento
alla mia negligenza
si trasforma in scoperta;
perenne di noi.
La mia risposta circola
nel tuo sangue;
perdonami.

Devota

Oramai,
mi sento invasata solo dalla poesia.
E sono certa che peggiorerò;
partorirò versi anzichè figli.
Dalle unghie dei piedi
sento continuamente
spuntare nuove radici;
Ferme e ovunque,
in grado di digerire una vita intera.
La poesia sostituisce ogni mio accenno di follia;
e sento che questa devozione
mi trascinerà non troppo tardi
verso una fine spietata e senza tregua.

L’AUTRICE

Maria Grazia Nappa

Maria Grazia Nappa (Caserta, 1985), ha scritto i suoi primi versi a vent’anni. La poesia non è stata una scelta, ma l’unica strada plausibile. Usa i versi per curare l’anima e per comunicare con se stessa tutte le volte in cui le sembra impossibile esprimere le emozioni. Nonostante i suoi componimenti siano perlopiù autobiografici, ama dedicare versi alle persone e agli artisti che apprezza particolarmente, tra i quali ricordiamo: Antonio Ligabue, Amedeo Modigliani, Francesca Woodman e Dino Campana.

A febbraio del 2018 ha pubblicato la prima raccolta Le brutture dei cuori scalzi (Aletheia). A dicembre del 2018 ha pubblicato Nata intera (Edizioni la Gru). Amante dell’arte in generale, ha collaborato per la realizzazione di mostre fotografiche e reading di poesie.

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