Giovani Poeti
Giovani Poeti

Giovani Poeti: Andrea Calcagnile | L’Altrove

Anche oggi vi proponiamo un giovane poeta. Prima però vogliamo ringraziare quanti ci scrivono per poter pubblicare sul nostro spazio. Vi ricordiamo che potete inviarci le vostre poesie alla nostra email: laltrovepoet@outlook.it

Oggi è il turno di Andrea Calcagnile, ventiduenne della provincia di Lecce.
Andrea si definisce un artista autodidatta, si occupa di poesia, pittura e scultura.

Ve lo presentiamo come siamo soliti fare, con questa breve intervista.

Anzitutto ti ringraziamo. Ricordi quando hai iniziato a scrivere poesie?

Ho iniziato a scrivere poesie all’età di diciott’anni. Da bambino volevo divenire un paroliere, infatti, cercavo di scrivere alcuni testi, solo che, non m’impegnavo più di tanto, in quanto possedevo altri sogni. La mia è stata una ricerca artistica, dopo che abbondonai la scuola, cominciai a lavorare con mio padre nel settore dell’edilizia, poi, ho imparato a scolpire e a dipingere da autodidatta all’età di sedici anni, dopo un paio d’anni, dopo aver studiato fino in fondo la lingua italiana, ho iniziato a scrivere poesie e testi di canzoni.

Secondo te si nasce poeti o ci si diventa?

Si può sia nascere poeti sia diventare poeti. Io sono una via di mezzo, mi considero così, come ho già scritto prima, da bambino amavo scrivere testi, ovviamente non scrivevo in maniera professionale, per di più avevo altri sogni, sicché mi dedicavo ad altro, poi, ho imparato a scrivere da autodidatta, ma la sensibilità che possedevo da bambino non mi ha mai abbandonato. Forse, si nasce troppo emotivi e poi si diventa poeti.

“Sono un poeta / un grido unanime / sono un grumo di sogni”, scrisse Ungaretti. Andrea chi è? Definisci la tua poesia in tre aggettivi.

Mia chimera realizzabile.

Se avessi la facoltà di far tornare in vita un poeta, chi sceglieresti e perché?

Sicuramente Fabrizio De André. Egli è rimasto nella storia come cantautore, ma era anche un poeta, infatti, i suoi testi sono stati considerati come delle poesie vere e proprie, non solo dalla gente, ma anche da poeti famosi. Sono cresciuto con la sua musica, è stato uno dei miei primi idoli e lo sarà per sempre.

Ed ecco alcune sue poesie:

Sorvolerò

Sorvolerò i muri di questo paese
e allenterò le mie crisi.
Sorvolerò da questo tavolo
lasciando le mie poesie
appoggiate su questo mondo.
Sorvolerò da questo corpo
un giorno, e forse qualcuno
mi donerà qualche lacrima.
E poi, sorvolerò,
per distendermi sulle nuvole,
per farmi portare a spasso
vezzeggiandole interamente,
gli chiederò di trasportarmi nel cielo,
così infinito che non potrà
rifiutare il mio sogno.
Il mattino, mi farò aiutare dal sole,
sorridendo frequentemente assieme
e la sera mi farò aiutare dalle stelle,
sognandoci reciprocamente.
Traspariranno dentro il mio cuore
leggendomi, ed io appagato
sarò finalmente felice e miracolato.

Inverno

Un’altra stagione se n’è andata
e un’altra stagione è ritornata.
Discenderà la neve d’inverno
e io l’attenderò in eterno.
Vedrò cadere ciò che aspetta la gente
ché solo in quel momento diviene indulgente.
Faville tonde come il mio cuore
verranno ad elargirmi ardore,
la strada di tessuto candido sarà protetta
perché l’asfalto, la neve l’aspetta.
Sarà essenziale raccordare la natura
e quelle persone bianche ne avranno cura,
i veleni saranno cancellati
e i paesaggi saranno distillati.
La neve si poserà sui cimiteri
e i defunti avranno altri amici veri.
Voglio riviverti inverno
per depurare un po’ d’inferno,
per ricordarmi chi ero da bambino
quando giocavo pacatamente in giardino.

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